Impariamo l'arte della solidarietà



Questa storia è nata come esperienza di collaborazione fra esperti artigiani e i bambini della nostra scuola elementare per imparare il "saper fare" di piccoli lavori. È anche una storia di relazioni con altri bambini e maestri che vivono e lavorano in un'altra parte del mondo con differenti condizioni ed opportunità. Una possibilità, per i nostri bambini e adulti, di conoscere da vicino altri "mondi" e contribuire con una "gocciolina" a dare aiuto concreto ad altri bambini. La targa che ricorda l'amicizia è intitolata a Dino Virgili a riconoscimento di quanto fatto dalla nostra scuola e a ricordo del maestro/poeta nato nel nostro paese. L'esperienza continua e merita di essere conosciuta.

Per maggiori approfondimenti click qui, su 'Ascoltiamo le voci che chiamano, ONLUS'

Martignacco, maggio 2019

Aggiornamento settembre 2020
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Impariamo l'arte della solidarietà

dove si trova Misanapata?

 

corrispondenza ufficiale

 

il video dei laboratori della scuola di Martignacco

 

i bambini di Misanapata

 

Impariamo l'arte della solidarietà

Dove si trova Misanapata?

Si trova in Perù, nella regione di Cusco, nel Perù del sud, ma bisogna andare ancora più a sud per trovare il distretto di Accha, una comunità con 5000 abitanti e poi si incontra Misanapata, poche case disperse in una valle ad 1 ora e mezza da Accha, a 3200 metri di altitudine. La scuola ospita i bambini e i ragazzi di un vasto territorio e per questo alcuni di loro camminano per ore per poterla frequentare. Non è facile raggiungere quel luogo, perché ci vogliono 5 ore e mezzo da Cusco dove ha sede il Centro a cui facciamo riferimento. Non capita di andare lì tutti i giorni, la strada è asfaltata solo nella prima ora di marcia, dopo è sterrata, piena di curve e di strapiombi.

Le coordinate: 14°01'07.9"S 71°50'16.8"W

 

 

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i bambini di Misanapata

 

andiamo a Misanapata

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Aggiornamento 2020

2020: PROGETTI IN PERIODO DI PANDEMIA

In questo anno il Centro è coinvolto pesantemente nella lotta al COVID 19. Il Perù è uno dei Paesi del mondo che percentualmente ha più decessi. Il virus ha colpito tutte le zone: le grandi città, la costa, la sierra e la selva. La chiusura totale in una regione dove l’economia prevalente è di carattere informale ha creato situazioni drammatiche mettendo in chiaro contraddizioni consolidate. E’difficile far osservare la chiusura e l’isolamento per cui l’infezione è a livelli drammatici. Si aggiunge la mancanza di posti letto in terapia intensiva e di ossigeno. Il mercato nero e la corruzione stanno facendo il resto.
L’associazione “Ascoltiamo le voci che chiamano” sta appoggiando il Centro nell’invio di viveri, materiale per l’igiene personale e disinfettanti per 300 famiglie. Si sta adoperando per stare vicino alla popolazione dispersa sulle Ande e in accordo con le amministrazioni locali cerca di assicurare la scuola a distanza, con ogni mezzo. Per i bambini e le bambine della primaria e delle prime due classi della secondaria si utilizza la radio e la TV dove è possibile, WhatsApp e Internet. Per raggiungere anche i luoghi dove non arriva alcun segnale si sono predisposte delle dispense cartacee con schede didattiche contenenti giochi, esercizi, lezioni di varie materie per 500 bambini. Il Centro, in questo momento, è in estrema difficoltà: il personale è infettato, non può ricevere nessuno ed è, quindi, crollata la presenza di turisti. Accoglie solo le bambine che devono seguire il programma scolastico del Ministero dell’Istruzione tramite Tv, ma nessuno di loro può recarsi nelle comunità.
Più che mai, oggi, è forte l’impegno dei nostri 84 soci e dei tanti collaboratori nel sostenere questa fase, veramente difficile, anche nell’aiuto. Tutti speriamo che la situazione possa migliorare al più presto.


"Un fiume vedo, grande e misterioso, la nebbia lo avvolge e oscuri scogli lo rendono insidioso. Anse e rive nascondono e palesano e l’acqua scorre ora lenta ora vorticosa. Nessuno sa, nessuno conosce cosa succederà, ma il delta si allarga, da un unico fiume ne compaiono altri, rivoli sono alcuni, altri meandri gonfi di acqua, percorsi diversi incontro al mare. Così sono gli uomini di questa terra…ognuno è fiume e ognuno si disperde. Ognuno è una “storia” per piccola che sia. Ognuno lascia traccia, almeno per un po’, in coloro con cui ha condiviso il tempo della vita.
Ci sono persone che lasciano tracce più profonde: hanno più “acqua”, più energia, più intelligenza, più fortuna e hanno trascinato coinvolto, hanno attirato altri nella loro scia, hanno scavato e modificato, hanno reso fertili e donato vita e luce ad altre esistenze, laddove sarebbe stata desolazione e morte.
Questo mi viene in mente se penso a Vittoria"


Così scrive Franca Formento, la curatrice del libro, nell’incipit del libro “Incontrarsi – Il sogno di Vittoria e il filo delle storie”.
Il libro è ispirato dalle lettere che Vittoria Savio, un’insegnante piemontese, spediva alla sua famiglia nei primi anni trascorsi in Perù, con le donne delle comunità andine. Il libro disegna nei particolari scenari di vita difficili, racconta la vita di Vittoria e il suo rapporto con l’umanità incontrata, la fatica di un adattamento al contesto e l’impegno in difesa dei bambini, delle bambine e delle donne. La lettura delle lettere suscita emozioni e ricordi che gli amici e le amiche hanno raccontato facendo emergere la personalità di Vittoria.
Contiene tante storie. Contiene le storie di bambine salvate, ma anche quelle raccontate da persone che hanno incontrato Vittoria, prima e dopo il suo trasferimento in Perù, di come, lungo il suo percorso di vita è riuscita a creare una rete di persone che hanno conosciuto, grazie a lei, luoghi, situazioni, fragilità di mondi lontani.
I racconti hanno richiamato esperienze simili di persone che, impegnate “sul campo” in altre parti del mondo, operano nei confronti degli ultimi con grande dedizione. Questi racconti si intrecciano e svelano mondi dove i diritti fondamentali delle persone sono negati, accennano a periodi storici drammatici, all’attualità con le sue emergenze sociali. Il testo è impreziosito da poesie scritte da Eva Maio che ci fanno soffermare sui nodi fondamentale dei racconti.